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ibanez DE7

di fullmetalmusic


collezionismostrumenti musicali

uno dei delay meglio riusciti e ciò nonostante poco esaltati dal mercato degli anni '90,caldo e preciso


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uno%20dei%20delay%20meglio%20riusciti%20e%20ciò%20nonostante%20poco%20esaltati%20dal%20mercato%20degli%20anni%20'90,caldo%20e%20preciso La serie Tone-Lok della Ibanez ha avuto il pregio, secondo chi scrive, di aver immesso sul mercato pedali piuttosto concorrenziali rispetto ai  Boss, e che avevano il pregio di offrire, proprio rispetto ai Boss, stessa qualità e familiarità d' uso. Da un punto di vista puramente tattile e visivo, lo stesso form factor, la utilissima retrattilità dei pot, il coperchietto del vano batterie che fa da parte calpestabile invece dello switch nudo e crudo. quì però siamo di fronte a un effetto per chitarra la cui natura è tale che il chitarrista che lo ascolta non vuole scendere a compromessi: innanzitutto sulla timbrica, che non deve essere troppo fredda e cristallina da far sembrare il suono artificiale, ma nemmeno troppo cupa e calda, col risultato opposto. E poi, forse anche sopratutto, la necessità di controllare in maniera precisa e semplice la dinamica del delay, quindi, numero delle ripetizioni, velocità di ripetizione, il volume delle ripetizioni. Ecco, lo standard è sempre stato il boss dd3, per quanto economico, durevole, ben fatto. Ma dopo la serie long chip degli anni ' 80 quelli recenti hanno sofferto di un minor gusto timbrico, a mio avviso, un po' troppo cristallini. questioni di gusti, certo. Ma nell' approccio medio, questa fa la differenza tra digitale e analogico, lasciando perdere poi che lo stesso risultato si ottenga anche con l' uso di un chip sulla motherboard interna. E infatti, per tornare a noi, il DE7 fa esattamente questo: da un bell' effetto di ritardo, tutto sommato caldo, credibilissimo, che farebbe invidia alle grandi unità di ritardo da centinaia di euro, e, sebbene manchi il tap tempo, o i preset che onestamente hanno sempre la loro utilità , ci si diverte parecchio. L' escursione del ritardo è abbastanza ampia da farvi spaziare tra mille cover cult. E ascoltarlo fa sempre sentire chi lo suona un miniGilmour dentro le 4 mura di casa. Una cosa interessantissima è lo switch echo/delay, che permette di variare la sonorità tra le due opzioni. La situazione non cambia, credibilità e applicabilità la fanno da padroni. E' il secondo pedale della tone-lok che recensisco, e devo dire che non tradisce le aspettative. Provare per credere. Ciauz!
ultimo aggiornamento:15\10\2018(10:44:01)
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